L'articolo degli esperti Maggioni e Pieroni sull'accettabilità sociale del biogas e sul progetto ISAAC

Le energie rinnovabili sono cresciute molto negli ultimi anni, e tra queste il biogas, con un incremento del 177% tra il 2010 ed il 2013. Il mercato è reso ancora più interessante dalle potenzialità legate alla produzione di biometano, che potrebbe diventare strategico sia in termini di politica energetica nazionale sia in termini ambientali.

Lo sviluppo di una politica energetica italiana verso un modello circolare e indipendente dall’estero potrà essere realizzato solo se i cittadini e gli altri portatori di interesse accetteranno le “nuove tecnologie” anche nel “loro quartiere”.

L’Osservatorio Nimby mette in risalto come la nascita di fenomeni spontanei e la creazione di comitati sia in aumento di anno in anno, con conseguenti maggiori difficoltà nella realizzazione di iniziative imprenditoriali in ambito energetico. Relativamente al settore della digestione anaerobica, il maggior numero di contestazioni proviene dai cosiddetti “comitati no biogas”, che negli ultimi anni sono passati da sit in e marce di protesta ad azioni legali e petizioni contri i proprietari degli impianti.

E’ in questo scenario che si muove il progetto ISAAC (Increasing Social Awareness and ACceptance of biogas and biomethane) finanziato dal programma europeo di ricerca ed innovazione Horizon 2020, che vede coinvolti come partner AzzeroCO2, Legambiente, il CNR, Chimica Verde Bio e CIB e che ha come obiettivo quello di rimuovere le barriere non tecnologiche che frenano la penetrazione di biogas/biometano nel mercato italiano.

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